Rapporto con la stampa: come instaurare una relazione favorevole con i giornalisti

Chi amministra un ente locale lo sa, quando si siede tra i banchi della maggioranza, il rapporto con la stampa diventa più delicato.

In molti casi questo rapporto si incrina al punto da far sorgere il sospetto, un po’ paranoico, che la stampa parteggi sempre e comunque per l’opposizione o che abbia un pregiudizio nei confronti dell’amministrazione.

Questa reazione è comprensibile, ma convincersene non fa altro che aggravare il problema. Prima di puntare il dito è giusto analizzare le proprie modalità di comunicazione e le dinamiche con cui ci si rapporta con i giornalisti.

È molto frequente infatti che alcuni comportamenti o alcune abitudini sbagliate creino incomprensioni tra amministratori e stampa. Vediamo le più frequenti e cerchiamo di capire come correggerle.

  1. Non tenere aggiornata la stampa. L’attività amministrativa quotidiana ha una mole enorme, purtroppo però se non si ha la premura di comunicare ciò che si fa si lascia campo libero all’opposizione che fornirà incontrastata il proprio punto di vista. È buona abitudine dedicare una parte della giornata a fornire alla stampa informazioni di prima mano.
  2. Guardare alla stampa come a un megafono. Il processo di comunicazione a mezzo stampa prevede sempre una rielaborazione delle informazioni ad opera del giornalista. Pretendere che le informazioni vengano riportate esattamente come noi le forniamo è sbagliato. Non c’è da offendersi, ciò che bisogna fare è cercare di comunicare nel modo più completo ed efficace rendendosi sempre disponibili per eventuali chiarimenti.
  3. Trascurare il concetto di notiziabilità. Non tutto ciò che per noi è importante lo è anche per chi deve costruire un articolo. Un fatto può diventare notizia se è rilevante per il giornalista oppure se si è in grado di darne una lettura interessante. Bisogna mettersi nei panni dell’altro e assicurarsi di rendere appetibile un’informazione che si vuole portare al pubblico.
  4. Accusare pubblicamente giornali e giornalisti. Gli organi di stampa che svolgono seriamente il proprio lavoro danno voce a maggioranza, opposizione e opinione pubblica. Eccezion fatta per i casi in cui viene negata una replica oppure c’è un evidente sproporzione tra lo spazio dedicato alle varie parti, è controproducente lanciare accuse pubbliche verso questo giornale o quel giornalista. Quando si sente violato il proprio diritto di parola il primo passo è quello di aprire un dialogo diretto per cercare di capire quale sia la natura del problema.
  5. Sbagliare le tempistiche. Quest’ultimo è forse il principale e il più frequente degli errori. Le redazioni giornalistiche hanno dinamiche e tempi di lavoro ben definiti che devono essere rispettati. Inviare un comunicato stampa fuori orario o organizzare una conferenza stampa all’ultimo secondo non sono sicuramente le vie migliori per relazionarsi con i giornalisti.

Quello della comunicazione deve essere uno sforzo costante che coinvolge amministrazione e staff. È complicato far girare al meglio tutti gli ingranaggi, ma non c’è niente che non possa essere risolto da un buon metodo di lavoro e da un aiuto professionale esterno.